Recuperar, não cimentar: sulle montagne italiane incombe il consumo di suolo

di Emanuele Isônio – Le Terme di Val Masino na província de Sondrio, la Colonia di Monte Maggio Savignone no Genovese, no Villaggio incompiuto “Pineland” no Forni di Sopra em Friuli, no Complesso alberghiero Campo Nevea em L’Aquila, no Rifugio Monte Curcio no Camigliatello Silano na Calábria. Che cosa li accomuna? Sono tutti grandi edifici nati e pensati for the fruizione turistica ma che da anni (moto spesso da decenni) so stati in realtà abbandonati e mai coinvolti in progetti di riqualificazione e recupero.

Certo, o investimento e a política incentivadores para recuperar o patrimônio edificado desmembrado não protegendo apenas a montanha. Ma i territori montani sono tra i mais delicati. Amati dal ponto de vista turistico. Fondamentali per i molti servizi ecosistemici che sono in grado di garantire. Eppure tra i mais frágil dal punto di vista dell’impatto dei cambiamenti climatici. Proprio a loro, Legambiente ha dedicato un novo dossiê, “Abitare la montagna nel pós-Covid. Un’occasione per censire gli edific fatiscenti presenti nelle aree montane italiane. Ne è venuto fuori un focus su 66 estrutura grandiindividualizar em 303 valli alpino e appenniniche.

Tra abandono e speculazione

Complessi ex alberghieri di dimensioni impoponenti ou più ridotte, acumune dallo stato di degrado che deturpa il territorio dopo averlo cementificato. Edifício legati all’industria dello sci, hotel, colônia, caserme di confine, lasciati senza una prospettiva. Tra le causar più frequenti dell’abbandono: o cambiamento della domanda turistica para assenza di neve, la necessità di ingenti reinvestimentos di ammodernamento, mancati adeguamenti tecnici, scelte imponderate rispetto ai flussi turistici, speculazioni di basso cabotaggio (diversas di quelle strutture infatti son state abbandonate prima di essere utilzzate).

“Siamo in presenza di un edificato per lo più legato al boom economico del dopoguerra” si sottolinea nel dossiê. Ma è solo la punta di un iceberg, in costante crescita tanto da rischiare di divingtare un fenômeno esplosivo para alcune situazioni. “Il problema – proseguono gli analisti dell’associazione ambientalista – va affrontato in tempo curto e attraverso progetti di largo respiro, anche ponendo un freno alle speculazioni Senza Propettive Reali, nate apenas em conseguir dei generostributi alle ristrutturazioni”.

Chi consuma mais suolo sopra em 600 metros de cota?

Para evitar intervir esbanjar e improvisar, servir uma estratégia complessiva, recuperar potenzialità bitative degli edific e ripristini al tempo stesso la funzionalità ecologica dei terreni. Le risposte devono ovviamente essere costruite su misura caso por caso. Ma ad unirle c’è una stessa esigenza: trovare strade che fermino il progredire del consumo di suolo. Pericoloso ovunque, ma soprattutto in terreni delicati e fragili come quelli montani.

Segundo i dados del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), na Itália, il consumo del suolo continua a crescere anche in ambiti montani di pericolosità per frane and alluvioni: le aree protette, le sponde dei corpi idrici, le valli dove il suolo è mais fértil. Mais de 600 metros, il valore più alto per suolo artificializzato è detenuto dall’Emília Romanha com 3,5% ma sopra al 3% ci sono anche Molise, Campania, Basilicata e Sicilia. Se però ci concentriamo sull’incremento del consumo di suolo, il primato è detenuto dal Trentino-Alto Adige che nel 2019 ha consumato ben 54 ettari in più rispetto al 2018.

La spinta post pandemia al consumo di suolo

O fenômeno tra l’altro rischia di essere rafforzato dalla ripresa del mercato imobiliare nelle aree alpino dopo l’emergenza Covid-19. La tendnza si è manifestata già dopo il primo confinamento n 2020.

Secondo i dati dell’Ufficio Studi Tecnocasano primeiro semestre de 2021, o percentual de chi tem adquirido uma segunda casa em montagna è estado de 6,4%, e ainda vivo pré-pandemia era de 5,5%.

Eu prezzi medi sono saliti de 0,6%, mais se preve um aumento, legato anche alla richiesta crescente di case in affitto e all’aumento dei relativi canoni. Um efeito em buona parte legato alla pandemia, che ha portato sempre mais persone a cerca de nella montagna rifugio perfetto para coniugare i doveri professionali dello smart working con i piaceri di stare a contatto con la natura.

“Proprio la ricerca di soluzioni e prospettive future del costruito in montagna pensiamo possa giocare un ruolo chiave nell’arrestare il crescente consumo di suolo in quei territori” comentário Vanda Bonardo, responsável nacional Alpi Legambiente. “Ma c’è di più: il riuso funzionale di este volumetrie ampie può costituire un’occasione straordinaria para amadurecer l’organizzazione delle comunità em un’ottica di sostenibilità e di sviluppo. Para melhorar os serviços e soprar para renderizar mais eficientemente esse patrimônio extraordinário construído em um momento histórico pomba ogni azione, é útil e importante para o uso fino da era das fontes fósseis e do consumo de riso”.


Source: Il Blog di Beppe Grillo by beppegrillo.it.

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