Roma: design, arquitetura, cosa vedere nel 2022

LA SCENA CREATIVA

«Roma è come un vulcano che ribolle. Ci son nuove realtà creative che cercano di trovare il loro spazio in un contesto complesso e stimolante», conta o arquiteto e designer Umberto Mantineo che alterna progetti per case e appartamenti a collaborazioni con il cinema.

«Ti senti quase sopraffatto a lavorare qui, la città non è mai neutrale. Bisogna studiare, capire, dialogare. Com este appproccio sono nati sia il restaurante Tre de Tutto alla Garbatella, sia il Condomínio Montiun albergo che è quasi una casa a due passi dal Colosseo», gli fa eco Matteo Soddu che, contra Tommaso Amato e Valentina Paiola forma lo Estúdio Tamat.

ROMA È COME UN VULCANO CHE RIBOLLE

UMBERTO MANTINEO

«L’estetica è sublime, anche se tutto viene lasciato un po’ andare. I capperi crescono sugli acquedotti romani, e poi i parchi, con quella loro commisione di umanesimo e naturalezza»: parla Dylan Tripp, designer de flores americano con un passato nella moda, che non finisce di stupirsi della sua città d’adozione. È la grande connessione col tessuto di botteghe a rendere possibili sperimentazioni impreviste. Davide Gallina e Ilaria Aprile dello studio Manufatto hanno deciso fin da subito di collaborare with the artigiani: «Ogni nostro progetto è legato direttamente al laboratorio com il quale abbiamo deciso di lavorare per realizzarlo.

Prodotti editoriali che vanno dal vetro alla ceramica fine alla carta», spiegano. Giorgio La Corte invece di materiale ne ha scelto solo uno, il calcestruzzo: «Sono Ingegnere, é um material que nos beneficia. È versátil e mai finito, venha diceva Zaha Hadid. Quando nel 2015 ho aperto lo studio Forma&Cemento ho transforme la passione in un lavoro». Il primo prodotto, il tavolo Tadao, é diventado già un classico. As Declinações da Criatividade Romana Assumono sfumature molto diverso de loro, lo dimostra lo Estúdio Næssi di Eleonora Carbone e Alessandro D’Angeli:«Proponiamo consulenze e un metodo per lavorare. Sappiamo come fare perché siamo designer anche noi».

ARQUITETURA

Vent’anni fa iniziava para Roma uma etapa de grandes desenvolvimentos arquitetônicos. L’inaugurazione dell’Auditório Parco della Musica di Renzo Piano e, em seguito, del Museu Maxxi firmado da Zaha Hadiderano i segnali di un passagem importante.

«Em quel momento succedeva di tutto. Io lavoravo per Piano, mia moglie Junko per Fuksas, c’era un’energia speciale che ci ha fatto venire voglia di rimanere e aprire un nostro studio»: Massimo Alvisi racconta così un’epoca e la nascita dello studio Alvisi Kirimoto. «Non è stato semplice. Il nostro stile, un segno che coniuga le anime italiana e giapponese, ha fin da subito ottenuto riconoscimenti importanti e vinto concorsi, ma che lentezza le realizzazioni».

Recentissima l’inaugurazione di un edificio al campus della Luísagora está previsto para il prossimo anno l’apertura del Centro Cívico de Grottaperfetta. A arquitetura para gli spazi pubblici sembranque essere em uma tendência positiva, como dimostra il nuovo retorato dell’Università Roma Tre, um sorta di accogliente piazza-giardino. Há dichiarato Mário Cucinella: «L’abbiamo pensato como um ponto de incontro aperto a tutti, porque l’università è il luogo dove si costruisce la cultura delle persone di domani».

Il confronto con il contesto continua a essere la scommessa da affrontare per ogni architetto. Stefano Boeri ha puntato su luce e linearità para la nuova passerella d’accesso alla Domus Áurea inaugurada lo scorso ano. Poco distante si trova anche il cantiere dell’hotel Bulgaria abertura prevista está prevista para 2023. A Antonio Citterio e Patricia Viel a responsabilidade de mettere le mani sull’iconico edificio anni Trenta di Vittorio Morpurgo.

ARTE

Nel mondo dell’arte contemporanea capitolina la parola chiave è ricerca. «Da quando abbiamo aperto la Galeria Miaormai più di 15 anni fa, abbiamo fatto lo sforzo costante di puntare sulla qualidade de novos talentos do design da proporção ao público romano», spiega Emília Petrucelli, anima dello spazio na via di Ripetta, pieno centro histórico. Condivide este appproccio con Filippo Tranquilliche ha inaugurato la sua Galleria Divario a Prati nel 2019: «È stata una scommessa non facile. Dopo due mostre è scopiata la pandemia, ma non mi sono perso d’animo. Oggi ho ancora più voglia di proporre l’arte contemporanea in un quartiere non sempre disponibile ad aprirsi». Spazi diversi, generazioni diversi e um constante: spingere Roma verso il contemporaneo sostenendo il tessuto locale emergente.

«La capitale deve aprirsi al mondo e un mondo diverso: a questo servono le avanguardie, a rompere gli schemi e le abitudini. Lo spirito delle diverso galeria de Contemporary Cluster uma Palazzo Brancaccio definisce questo clima»confira Giorgia Cerullifondatrice e curatrice della apartamento galeriauna casa arredata con oggetti di design storico e contemporaneo le cui infiltrazioni artistiche sono curate dal centro di ricerca Numero Cromatico. Le varie forme di sostegno all’arte emergono in contesti molto diversi fra loro. L’intervento curatoriale della Galeria Contínua nella sala Diocleziano dell’hotel St. Regis não é um exemplar. Âncora mais consistente quello della Fondazione Alda Fendi-Esperimentiche ha dato vita nel 2018 a Rhinoceros, uno spazio espositivo di sei piani nel Foro Boario ristruturato da Jean Nouvel. La ricarca dà sempre buoni frutti.

L’ESQUILINO

Ci sono praça Vittorio Emanuele IIla più grande di Roma, con le piante esotiche e le fontane, e S. Bibianala chiesa ripensata dal giovane Bernini. Poi i palazzi nobiliari e le infinite partite a scacchi ‘multi linguistiche’ di praça Dante. E ancora gli attici eleganti dell’élite culturale – Matteo Garrone e Paolo Sorrentino vivono qui – e le botteghe che profumano di spezie provenienti da mezzo mondo. L’Esquilino, uno dei sette colli di Roma e rione tra i più affascinanti, é davvero la sintesi di una città che cambia. «I miei nonni stavano qui, sarà anche per this ragione che dieci anni fa abbiamo deciso di aprire il Salotto Caronte, una scommessa. Allora ilquartiere non stava living uno dei suoi momenti più felici tra sporcizia and delinquenza. Ma in questi anni, è emersa una precisa volontà di migliorarlo che viene proprio da chi lo vive»: a parlare è Piero Tadrouschef e proprietário de Salotto Caronte, uno degli epicentri di this spinta al cambiamento. Nel suo ristorante não ci sono tavoli, ma divani, libri e candele.

Interni del ristorante Salotto Caronte a Roma

Un luogo caldo, aperto a tutte le generazioni e all’arte. Apprezzato a tal punto da avere da poco un gemello, Casadantea cui si aggiungono le opening di altri luoghi di aggregazione come il Forno Conti e Beber Kong. «Fin da quando abbiamo inaugurato lo scorso anno, la risposta del quartiere è stata altissima. Ora arrivano persone da ogni zona», conta Giorgia Cerulli. Con Giacomo Guidi ha portato a Conjunto Contemporâneo Palazzo Brancaccio, pólo cultural che si propone inquirir le diversa forma della contemporaneità, dal design alla musica fina alla street art: «Vogliamo fare emergere l’intelligenza collettiva di this città. L’Esquilino è il quartiere giusto per iniziare a farlo»

LA ROMA DI NICO VASCELLARI

«Sono qui da sette anni, ma ancora la giro a piedi. Questa città regala degli scorci di una bellezza struggente. Sarà banale ma Roma é tão densa que é difícil renderizar giustizia». EU’artista Nico Vascellari, originário de Vittorio Veneto, é sbarcato nella capitale per questioni familiari. «Questa città è una sfida», dados, «neste momento il fermento non manca, i giovani artisti si organizzano in collettivi, aprono spazi condivisi, sono attivi mais che mai. Persone con un appproccio trasversale all’arte stimolano una sorta di curiosa rinascita che abbraccia diversi settori culturali, come se la pandemia avesse dato una spinta in più»racconta mentre lavora al suo progetto romano.

«Sto organizzando il mio nuovo studio, uno spazio espositivo na zona Marconi. Ho preso un vecchio supermercato e lo sto transformando in qualcosa di diverso, lo vedrete nei prossimi mesi. Sentivo la necessità di fare il punto su vent’anni di carriera e allo stesso tempo di stimolare una nuova capace di trasferire anche qui – nella mia nuova casa – quei contenuti che ho messo in Codalunga, lo spazio espositivo, culturale e di scambio che ho aperto a Vittorio Veneto nel 2005».

Centrale Montemarini Roma interno

Un regalo che Vascellari fa a Roma e este stesso, inserindosi nesta rivoluzione culturale spesso sommersa che si respira in città. «Circa i miei gusti, amo i grandi classici come i Musei Vaticani, o parque da Villa Borghesela Cripta dei Cappuccini di via Vittorio Veneto… Curioso que qui la chiamino solo ‘Veneto’, mica é uma região», scherza Vascellari, aludindo ao nome da sua citação de origem. «Sono fortunato, qui vicino c’è il mare, e appena fuori casa c’è uno dei miei musei preferiti al mondo, la Centrale Montemartini: insieme al Macro é um de quelli que freqüenta mais».

Viver ©RIPRODUZIONE RISERVATA


Source: Living by living.corriere.it.

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